Ma che Libro è mai questo, che è stato sequestrato e messo in prigione come un malfattore, e come se la sua esistenza compromettesse l’ordine sociale? – Esaminiamolo, giacché quello che vi sta scritto non cambia. Un uomo vinto, dal timore o dalla passione, può parlare ora in un modo ora, in un altro, può dire oggi: Viva il papa, e domani: Viva la repubblica; ma un libro non può ingannarci sul suo spirito: ciò che è scritto è scritto; quello che è, è in realtà. La Bibbia dunque giustifichi se stessa. (da “La Bibbia in prigione”, Firenze 1865)

SIMBOLO DELL'EVANGELISTA MATTEO
VANGELO DI MATTEO

Il Vangelo secondo Matteo (in greco: Κατὰ Μαθθαῖον εὐαγγέλιον) narra della vita e del ministero di Gesù: ne descrive la genealogia, la nascita virginale e l’infanzia, il battesimo e la tentazione, il ministero di guaritore e predicatore in Galilea, il viaggio a Gerusalemme, segnato dalla cacciata dei venditori dal Tempio e, infine, la crocifissione, la morte e la risurrezione.

SIMBOLO DELL'EVANGELISTA MARCO
VANGELO DI MARCO

Il Vangelo secondo Marco (in greco: Κατὰ Μᾶρκον) è il secondo dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento. Molti studiosi moderni oggi concordano sul fatto che sia stato il primo ad essere scritto, per poi essere usato come fonte per gli altri due vangeli sinottici (il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Luca), in accordo con la teoria della priorità marciana.

SIMBOLO DELL'EVANGELISTA LUCA
VANGELO DI LUCA

Il Vangelo secondo Luca (in greco: Κατὰ Λουκᾶν εὐαγγέλιον) si apre con le nascite miracolose di Giovanni Battista e di Gesù, per poi descrivere il ministero di quest’ultimo in Galilea, fatto di predicazione, esorcismi e miracoli; dopo aver rivelato ai discepoli la propria natura divina con la trasfigurazione, Gesù si reca a Gerusalemme, dove è crocifisso per poi risorgere, comparire ai suoi discepoli e infine ascendere al cielo.

SIMBOLO DELL'EVANGELISTA GIOVANNI
VANGELO DI GIOVANNI

Il Vangelo secondo Giovanni è uno dei quattro vangeli canonici contenuti nel Nuovo Testamento della Bibbia cristiana. Esso si presenta come il frutto della testimonianza del “discepolo che Gesù amava” (cfr. 21, 20-24; allo stesso risultato si perviene anche confrontando 19, 25 con 19, 35), che la tradizione identifica con l’apostolo Giovanni, figlio di Zebedeo.